LAURA

 

I Verde Lauro, attraverso le poesie di Francesco Petrarca (1304-1374), cantano l’amore per Laura.

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Laura è un nome che in Volgare (“italiano antico”) offre alcuni “giochi di parole”.

Il Lauro è l’Alloro (Laurus Nobilis) che, richiamando il mito di Dafne, trasformatasi in questa pianta per sfuggire ad Apollo, permette di cantare una passione forse irraggiungibile. Una passione che non si concede ma che allo stesso tempo non svanisce. Sempre Verde!

Per i Verde Lauro, Laura è principalmente la Musica ma loro invitano chi li ascolta a sostituire il suo nome con ciò che più si ama. Nel Canzoniere Laura  sfugge diventando alloro ma nella “Canzone 23″ anche il Petrarca stesso compie la medesima metamorfosi trasformandosi in “Lauro Verde”. Lui diventa ciò che ama e cerca. Esattamente come nel mito di Atteone, il cacciatore tramutato in cervo dalla Dea Artemide.

I Verde Lauro, attraverso la loro musica, presentano questi e altri frammenti suggerendo poi di unirli per far apparire un affascinante racconto, quello delle rime sparse, nel quale molteplici interpretazioni si intrecciano. Dove tutto oscilla. Dove le risposte alla stessa domanda possono essere diverse. A volte anche opposte! Arte, Immortalità, Gloria poetica… L’alloro, quindi Laura, racchiude tutto questo e altro ancora! Anche perché, mentre richiama l’alloro, il nome Laura va a risuonare  vicino ad altre parole. L’auro in latino è l’Oro che, oltre a splendere come i biondi capelli della donna cantata dal Petrarca, permette antichi riferimenti simbolici. Come ad esempio quello alla Fenice. Ma non solo! I livelli di interpretazione del nome Laura sono altri ancora. Alcuni leggeri come l’aria, l’Aura è anche il Vento che accarezza in superficie, altri più’ profondi e nascosti. Segreti!

I Verde Lauro grazie alle parole di uno dei padri dell’Italiano possono cantare una storia che racchiude molte immagini. Una cornice fatta di metafore e miti antichi… Una cornice nella quale sta poi a chi li ascolta decidere che volto dipingere per Laura.